Non chiamatemi Morbo
Serie di corti nati dalla consapevolezza che “.. le parole e i comportamenti hanno gli stessi meccanismi d’azione dei farmaci”.
LE FOTO STORIE
Ricevere una diagnosi di malattia di Parkinson non rende nessuno felice – che facile certo non è. Ma vivere con i Parkinson (al plurale, che i Parkinson sono tanti, e – in un certo senso – ognuno ha il suo) non significa smettere di essere, e nemmeno di essere stati. Ecco: questo è il punto di partenza di queste brevi foto-storie, che sono costruite sulla voce dei protagonisti, e con le loro foto ricordo. Ognuno con le sue parole, il suo pensiero; ognuno con i suoi spaccati di vita. 4 i punti che le accomunano tutte: una breve carta d’identità, la data della diagnosi, la definizione di resilienza, e l’ultima foto, che non viene dall’archivio privato dei ricordi come le altre, ma è quella scattata al protagonista da Giovanni Diffidenti per la campagna NOMORBO.
LE VIDEO INTERVISTE
DocumentI e testimonianze, prima ancora che brevi documentari, in cui persone con Parkinson e/o i loro caregivers, familiari, medici, amici fanno chiarezza su quello che è, ripercorrono quello che è stato, si soffermano sullo spartiacque del prima e dopo la diagnosi.
Per sensibilizzare e aiutare a capire.
Per sottolineare che non è una questione di età.
Per difendere il diritto a una vita lunga e sana.
Per combattere stigma e auto-stigma.
Per parlarne; e sgombrare il campo dagli equivoci – sin dal titolo, che di contagioso qui non c’è nulla se non il pensiero positivo.

